Ospedale Veneziale: ma verament sctet a fa??

Oggi 18 ottobre 2016 il Sindaco di Isernia Giacomo D’Apollonio convoca il Consiglio Comunale in seduta URGENTE (!!!) sulla questione “ospedale Veneziale”…

Dalle comunicazioni giunte ai Consiglieri comunali, si appalesano le vere e drammatiche intenzioni della Giunta Frattura circa il ridimensionamento dell’ospedale provinciale: da Presidio Ospedaliero, il Veneziale diventerà “stabilimento a bassa intensità assistenziale”.

Solo a poche settimane dalla prossima approvazione del vituperato “Piano Operativo Sanitario Speciale” e del conseguente “Atto Aziendale di riorganizzazione della sanità sul territorio regionale” (in assenza di qualsiasi informazione o anticipazione sui contenuti degli stessi), l’Amministrazione Comunale (solo incidentalmente guidata da Giacomo D’Apollonio) si degna di affrontare finalmente la “questione delle questioni” nel settore della sanità pubblica: la sopravvivenza dell’ospedale Veneziale!

A questo punto noi del MoVimento 5 Stelle Isernia, insieme a migliaia di cittadini della provincia, chiediamo solo una cosa: la verità. La verità ed il coraggio di sputare fuori le vere intenzioni di una Giunta Regionale paralitica, che si ostina a favorire la sanità privata a discapito di quella pubblica. Vogliamo la verità sul destino immaginato per il nostro unico ospedale pubblico. Vogliamo la verità sulle criticità strutturali segnalate da mesi. Vogliamo la verità sulla vulnerabilità sismica della struttura!

Vogliamo, sopratutto, i responsabili di tutto questo disastro. Vogliamo i responsabili per chiedergli il conto dei danni che hanno causato: invece di convocare il Prefetto, il Signor Sindaco avrebbe dovuto convocare Michele Iorio, Ulisse Di Giacomo e Paolo Di Laura Frattura per chiedergli il risarcimento dello sconquasso che hanno e che stanno perpetrando ai danni della sanità pubblica del Molise e della provincia di Isernia.

Ma vogliamo anche contrastare (e lo faremo con il coltello fra i denti) ogni tentativo di infilare i soliti “interessi privati” nella sanità pubblica: nessuna concessione e nessun cedimento di fronte alle fameliche strutture succhiasangue che intendono prendere il posto delle strutture pubbliche.

Ma se crediamo di affidarci alla attuale Giunta Comunale, allora stiamo messi male: checchè ne dica il Signor Sindaco Giacomo D’Apollonio, è palese l’inconsistenza di materiale umano di cui dispone. Con l’accentramento in capo a Cesare Pietrangelo, sponsorizzato da Aldo Patriciello, delle cariche di vicesindaco, assessore ai lavori pubblici e assessore all’urbanistica, come crede il nostro Sindaco di difendere gli interessi di Isernia contro gli interessi di “Pozzilli”???

Come crede di difendere gli interessi sanitari della nostra città, quando ha in giunta l’assessore Kniahynicki, sponsorizzato da un ex assessore alla sanità quale Filoteo Di Sandro il quale non è scevro da responsabilità per il disastro al quale oggi assistiamo?

Troppi appaiono i deboli all’interno della Giunta Comunale, troppi esempi di uomini e donne senza “spina dorsale”, incapaci di uno scatto d’orgoglio a difesa degli interessi dell’intera collettività.

Per tutti questi motivi, e per molti altri ancora, questa iniziativa del Sindaco appare vuota e priva di prospettive concrete: la richiesta di fare VOTI la lascino agli uomini e alle donne di fede. Qui non occorrono VOTI, qui occorrono azioni impetuose, rivoluzionarie!

La richiesta al Consiglio Comunale di “dare mandato” al Sindaco affinchè “rappresenti alla Regione” le istanze della città è una espressione semplicemente ridicola.

Il Sindaco dovrebbe invece chiedere a tutti i Cittadini della Provincia di Isernia di accompagnarlo sotto la sede della Giunta Regionale per cingerla d’assedio fino a quando non saranno abbattuti tutti gli interessi privati che ingabbiano la classe politica governante e fin quando non sarà ripristinata l’affermazione degli interessi pubblici e collettivi.

Fin quando non accadrà questo, la Giunta D’Apollonio sarà simile ai personaggi di Mario e Saverio nel film “Non ci resta che piangere” i quali scrivendo una lettera di supplica a Girolamo Savonarola, concludevano la missiva nel modo seguente: “Noi ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi e non ti chiediamo neanche di stare fermo: puoi muoverti, come ti pare e piace, e noi zitti sotto!”

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